Cultura

La creazione del MATA prima e della Fondazione Arti Visive poi, costituiscono l’emblema del fallimento delle politiche culturali dell’amministrazione Muzzarelli. Un fallimento che ha comportato lo spreco di ingenti risorse pubbliche. La Fondazione Moderna Arti Visive (Galleria Civica – Museo della Figurina -Fondazione Fotografia) è l’insieme dell’accorpamento di tre strumenti produttivi nelle loro specificità. Unirle è stato un errore. Non solo si è rivelato tale per problemi di gestione, ma perché si tratta di strumenti d’iniziativa culturale con specificità diverse. Vanno separate nuovamente dando a ognuno di questi strumenti una gestione che non sia affidata al solo direttore, ma a un organismo collettivo, nominato dal Consiglio comunale, che comprenda i rappresentanti scelti da ogni partito politico, ma con requisiti di preparazione tecnica, e sulla base di uno specifico curriculum. Questa, che si può chiamare Commissione di Consulenza e Gestione, potrà occuparsi dei tre strumenti citati, e ognuno deve avere un suo direttore. I programmi dovrebbero essere elaborati dalla commissione e il direttore, che della commissione stessa deve farne parte, deve avere il compito di realizzarne i deliberati, una volta approvati dalla commissione stessa, e sottoposti al Consiglio Comunale. La Biblioteca Civica ha avuto nel corso degli anni un notevole sviluppo. Ad essa si possono assegnare ulteriori e specifici compiti che, oltre al prestito dei libri comprenda, come già oggi avviene, altre iniziative di carattere culturale come la presentazione di libri e piccoli concerti cameristici e conferenze. Ciò richiede spazi più adeguati e in quest’ottica bisogna trovare una soluzione. Modena ha costruito più contenitori che contenuti, e quindi si potrebbe seguire questa soluzione: il Mata si è rilevato un doppione inutile e pertanto è da chiudere. Gli attuali spazi della Galleria Civica di Corso Canalgrande sarebbero da riservare esclusivamente alla Biblioteca Delfini.

La Civica potrebbe uscire da Corso Canalgrande e trasferire tutta la sua attività nello spazio della Palazzina Vigarani per quanto riguarda le normali esposizioni. Mentre, con un’apposita convenzione con la Fondazione Cassa di Risparmio, dovrebbe poter utilizzare, nel caso di grandi mostre, gli spazi del Foro Boario.

Circa i grandi eventi come quello di Vasco Rossi, pur tenendo conto che c’è grande richiesta di spettacoli di massa di questo tipo, Modena può avere un ruolo positivo nel settore diventando la capitale italiana del rock sulla scia dei grandi eventi del passato. Accordo che se fosse accettato potrebbe soddisfare entrambe le città. O almeno si potrebbe, allo scopo di calmierare i costi, trovare un accordo per specifiche iniziative.

Per le attività estive, gli spettacoli in piazza e la valorizzazione delle attività culturali nel Centro Storico di Modena si dovrebbe affidare la programmazione a un’apposita commissione che escluda iniziative per chiamata spesso rivelatesi clientelari e dequalificate.

Il Mercato di via Albinelli va sostenuto come patrimonio di tradizione concordando con i proprietari forme di rilancio, mentre rientra negli aspetti che possono contribuire al rilancio culturale della città anche una diversa politica del centro storico che deve trovare nell’assessorato alla cultura, al turismo e al commercio il momento realizzativo diretto delle iniziative avvalendosi di volta in volta di specifici collaboratori.

E’ stato erroneamente soppresso il Festival delle Bande Militari. Modena è sede della più importante Accademia e il Festival che l’ex direttore del teatro Giancarlo Gatti aveva realizzato per più di vent’anni era una delle rare manifestazioni che avevano avuto un vero riscontro internazionale. Sede naturale era Piazza Roma e il centro cittadino. Surrogati, o succedanei, contrabbandati come Festival delle Bande come si è tentato di fare ultimamente, sono risultati una ridicola e provinciale imitazione di quello lasciato in eredità da Giancarlo Gatti.

L’Istituto Superiore di Studi Musicali Vecchi Tonelli, la cui storia risale al 10 febbraio 1864 – giorno in cui il Consiglio Comunale approvò “l’istituzione di una scuola gratuita musicale a spese del Municipio” – presenta oggi circa 600 studenti con un costo per la formazione a carico del Comune di Modena e Carpi che supera il milione di euro. Questo ingente contributo non ha alcun ritorno professionale per la Città, poiché Modena non è dotata di una formazione orchestrale che possa accogliere i giovani musicisti, una volta ultimato il loro percorso di studio. È evidente che i costi di gestione di un organico sinfonico “stabile” non sono sostenibili, ma è pur vero che possono essere trovate altre forme d’impegno con i musicisti come appunto la creazione di una Fondazione che proponga contratti singoli sulla base dei concerti in programma. A questo proposito, per l’attuale Stagione Concertistica, il Teatro Comunale ha chiamato 3 orchestre dalla Germania, una dalla Francia e tre dall’Italia: la regionale “Arturo Toscanini”, “I Virtuosi Italiani” da Venezia e “La Filarmonica della Scala” da Milano. Per la Stagione Lirica, e per le due opere che produce, il “Pavarotti” s’è avvalso della “Bruno Bartoletti”, con sede a Milano, formazione nata a Parma nel 2014 dalla sinergia tra Sinapsi Group (società di consulenza commerciale di Parma) e un gruppo di musicisti provenienti dall’ex Orchestra del Teatro Regio, e della “Toscanini”. Modena investe un’ingente quantità di denaro per accogliere queste orchestre alle quali contribuisce anche per i costi di viaggio e soggiorno. Aggiungo che, quando il Vecchi Tonelli diverrà Conservatorio di Stato, i due enti pubblici finanziatori godranno di un notevole risparmio il quale potrebbe essere reinvestito in questo progetto. Il costo di un’orchestra cittadina è certamente impegnativo, ma lavorare in questa direzione è una virtuosa scelta politica, a medio-lungo termine poiché offrirà occupazione e sviluppo di possibilità concertistiche. Occorre fare “rete”, affinché questa orchestra non sia solo di Modena, ma del territorio. Questo spalmerebbe anche i costi. Dove sarà possibile, si replicheranno le manifestazioni musicali a Carpi, Sassuolo, Formigine e Nonantola in collaborazione con gli assessorati alla Cultura di questi Comuni. Un esempio potrebbe essere il festival estivo “Carlo Rustichelli” dedicato alle colonne sonore. Se l’orchestra della Città potesse sostituire quelle che chiamiamo dall’esterno per la Stagione Concertistica e Lirica del “Comunale” e, a queste occasioni concertistiche, si aggiungessero quelle ex novo previste, avremmo: Stagione Concertistica Teatro

Comunale Pavarotti, con solisti e direttori di fama internazionale: 8 concerti, escluso quello realizzato per accordi regionali con la “Toscanini”; Stagione Lirica, 1 opera (2 repliche), esclusa quella realizzata per accordi regionali con la “Toscanini”; Premio “Carlo Rustichelli” dedicato alle colonne sonore da realizzarsi a luglio con replica a Carpi, Sassuolo, Formigine, Nonantola: 5 concerti; Collaborazione con le corali Rossini e Gazzotti per il loro concerto lirico/sinfonico e con l’Istituto Vecchi Tonelli per la Festa di Santa Cecilia nella quale, in veste di solisti, si esibiranno i migliori studenti neo laureati e tutti, secondo la procedura anglosassone, riceveranno l’attestato conclusivo.

Modena e la sua provincia sono conosciute a livello internazionale per due nomi illustri della produzione cinematografica e un festival, che ogni anno aumenta i partecipanti e cattura l’attenzione di un pubblico sempre maggiore. I nomi illustri sono quelli della regista Liliana Cavani e del compositore di colonne sonore Carlo Rustichelli, entrambi originari di Carpi, e l’evento cinematografico è il “Nonantola Film Festival. Occorre collegare questi artisti e i diversi eventi dedicati al cinema in una proposta unitaria che possa avere il suo culmine nel Festival “Carlo Rustichelli”, occasione per l’orchestra della Città di proporre alcune tra le più celebri colonne sonore.

Patria del “Belcanto” e dell’attività corale, Modena offre due formazioni d’assoluto prestigio per la storia secolare, la qualità esecutiva e di proposta musicale. Esse sono l’Associazione Corale Luigi Gazzotti, fondata nel 1923, e l’Associazione Corale Gioacchino Rossini, fondata nel 1887 e tra le cui fila iniziò la sua carriera Luciano Pavarotti. Affinché le due compagini possano continuare il loro cammino con sempre maggiori successi e, di conseguenza, lustro per la città, la Lista Civica Modena Ora s’impegna a riconoscere le due Associazioni quali Patrimonio della Città.

Modena è una realtà ricchissima di associazioni no profit di primissimo ordine che si occupano di cultura e, nella loro azione sul territorio, affiancano le istituzioni pubbliche. Per rendere la loro importantissima opera ancora più significante, si rende necessario un coordinamento per promuovere, salvo singole iniziative liberamente scelte, un cartellone unico su un tema indicato. Questo soggetto dovrebbe essere scelto dalle medesime in un’assemblea alla quale partecipino tutte quelle riconosciute dal Comune. Per proporre un esempio, quest’anno si celebrano i 500 anni dalla morte di Leonardo da Vinci: le varie associazioni, con il patrocinio del Comune e secondo le loro specificità, avrebbero potuto ricordarne le opere artistiche, ma anche militari, urbanistiche, musicali. Rievocare il tempo del “Genio Universale” nella letteratura, nella poesia e nella storia. Questa proposta non struttura solo l’azione culturale con un obiettivo forte e condiviso, ma evita sovrapposizioni, similarità nei progetti e, sicuramente, favorisce un gioco di squadra, al di là delle sigle d’appartenenza, per il bene della Città.