Sicurezza

Raggiungere e mantenere costantemente come standard obbligatorio la quota di 220 agenti, consentire al personale con anzianità di servizio ultra trentennale di non svolgere più servizi notturni o su strada e incentivare la presenza esterna degli agenti, possibilmente assumendo personale giovane, motivato e preparato che provenga dal territorio. Questi i punti chiave della riorganizzazione della polizia municipale. Bisogna ridurre la presenza davanti alle scuole degli agenti che attualmente dedicano di media di quasi due ore su un turno di sei ore davanti alle scuole (dalle elementari alle superiori). Gli operatori di polizia locale dovrebbero essere sostituiti, almeno in parte dai volontari della sicurezza o dai ‘nonni vigili’ come accade in tutti gli altri capoluoghi di regione.

Eventualmente la municipale dovrebbe effettuare servizi in borghese o nei plessi scolastici dove sono segnalati situazioni di bullismo o spaccio di droga.

In questo contesto occorre rivedere l’attuale servizio che viene effettuato negli orari notturni prevedendo controlli mirati e strutturati nei locali di intrattenimento, per controllare il rispetto delle norme del codice della strada legato all’uso di alcool e limiti di velocità. Vanno inoltre azzerati tutti i controlli-servizi ingessati e ripetuti quotidianamente dall’inizio della gestione Chiari per consentire agli agenti di dedicarsi con attenzione alle esigenze dei cittadini. Oggi infatti a ogni pattuglia viene consegnato l’elenco di tutti i controlli che deve fare in sei ore e sono sempre gli stessi da anni. Con questo modo di lavorare ragionieristico si dimenticano le urgenze vere: basti pensare che, a quanto ci risulta da fonti certe, sono anni che non sono previsti controlli da parte della municipale nelle microaree nomadi a differenza di come avveniva in passato e tantomeno nei campi abusivi, come quello sotto la Tav. E’ indispensabile anche da questo punto di vista un controllo costante delle aree nomadi regolari e una mappatura di quelle abusive più o meno stabili.

Negli anni dell’Amministrazione guidata da Giancarlo Muzzarelli c’è stato un vero e proprio boom di incassi da multe: +275% dal 2014 al 2018 e +43% dal 2017 al 2018. Nessun dubbio sul fatto che le violazioni a norme di legge, di qualsiasi natura esse siano, vadano sanzionate. Ma di fronte a questi numeri si impone una ulteriore considerazione. Perché se nei bilanci di previsione di questi anni sono stati fissati e raggiunti obiettivi di incasso da multe apparentemente molto ambiziosi, sorge legittimamente il dubbio che l’Amministrazione Muzzarelli abbia voluto fare cassa sulla pelle degli automobilisti e dei cittadini modenesi.

Le proposte su tale tema sono di: abolire gli obiettivi di risultato per il Corpo di Polizia Municipale relativi agli incassi da sanzioni al Codice della Strada, sostituendoli con quelli legati alla prevenzione e repressione di reati; ricondurre l’uso degli strumenti per la rilevazione delle infrazioni (autovelox e simili) al perseguimento dell’esclusivo scopo di educare la cittadinanza al rispetto delle norme in materia di circolazione stradale.

In un quadro di finanza pubblica sempre più complicato e di strutturale deficit di personale impegnato sui temi della sicurezza, vanno assolutamente massimizzate le forme di collaborazione tra Polizia Municipale e Forze dell’Ordine evitando duplicazione o sovrapposizioni di attività messe in campo. Per questo motivo è indispensabile istituire un’unica centrale operativa in città.