‘Sicurezza, da anni la polizia municipale non controlla le microaree nomadi: il Comando va riorganizzato’

“Raggiungere e mantenere costantemente come standard obbligatorio la quota di 220 agenti, consentire al personale con anzianità di servizio ultra trentennale di non svolgere più servizi notturni o su strada e incentivare la presenza esterna degli agenti, possibilmente assumendo personale giovane, motivato e preparato che provenga dal territorio”. Parte da qui la proposta di Modena Ora sulla riorganizzazione della polizia municipale di Modena, una proposta condivisa dallo stesso corpo di polizia locale e che rappresenta un primo tassello verso un vero impegno della amministrazione comunale sul fronte della sicurezza. “La sicurezza non si affronta con gli slogan della Lega e pensando di militarizzare la città e certamente neppure con il minimizzare il problema come fa il Pd, ma utilizzando al meglio il personale a disposizione dell’amministrazione comunale e creando sinergie più profonde con le forze dell’ordine”.

“Bisogna ridurre la presenza davanti alle scuole degli agenti che attualmente dedicano di media di quasi due ore su un turno di sei ore davanti alle scuole (dalle elementari alle superiori). Gli operatori di polizia locale dovrebbero essere sostituiti, almeno in parte dai volontari della sicurezza o dai “nonni vigili” come accade in tutti gli altri capoluoghi di regione. Eventualmente la municipale dovrebbe effettuare servizi in borghese o nei plessi scolastici dove sono segnalati situazioni di bullismo o spaccio di droga – continua Cinzia Franchini, candidato sindaco di Modena Ora.

“In questo contesto ribadiamo anche la necessità di rivedere l’attuale servizio che viene effettuato negli orari notturni prevedendo controlli mirati e strutturati nei locali di intrattenimento, per controllare il rispetto delle norme del codice della strada legato all’uso di alcool e limiti di velocità – chiude Cinzia Franchini -. Vanno inoltre azzerati tutti i controlli-servizi ingessati e ripetuti quotidianamente dall’inizio della gestione Chiari per consentire agli agenti di dedicarsi con attenzione alle esigenze dei cittadini. Oggi infatti a ogni pattuglia viene consegnato l’elenco di tutti i controlli che deve fare in sei ore e sono sempre gli stessi da anni. Con questo modo di lavorare ragionieristico si dimenticano le urgenze vere: basti pensare che, a quanto ci risulta da fonti certe, sono anni che non sono previsti controlli da parte della municipale nelle microaree nomadi a differenza di come avveniva in passato e tantomeno nei campo abusivi, come quello sotto la Tav. E’ indispensabile anche da questo punto di vista un controllo costante delle aree nomadi regolari e una mappatura di quelle abusive più o meno stabili”.