Nomadi, eliminare campi abusivi e controllare microaree. In 10 anni il Comune ha dato 176mila euro ai nomadi per il trasporto scolastico

“Noi di Modena Ora continuiamo a pensare che le ricette facili sul tema della sicurezza siano semplici slogan elettorali che nascondono i problemi invece di risolverli. Sul tema della gestione dei campi nomadi in particolare occorre una posizione chiara, distante dal lassismo che ha contraddistinto questi anni di governo Pd della città e lontana dalle ruspe leghiste”. Così Cinzia Franchini, candidata sindaco di Modena Ora.

“Nel nostro programma è prevista la eliminazione dei campi nomadi abusivi e la revisione gestionale e finanziaria per le aree nomadi. In particolare occorre smantellare definitivamente il campo nomadi abusivo sotto la Tav di via Canaletto, divenuto luogo simbolo del mancato rispetto delle regole minime di convivenza sociale, attraverso controlli mirati e quotidiani da parte della polizia municipale – afferma Cinzia Franchini -. Il rispetto delle regole non significa però criminalizzare i nomadi in quanto tali. Le microaree regolari vanno controllate con perseveranza: sono anni che non sono previsti controlli da parte della municipale nelle microaree nomadi a differenza di quanto avveniva in passato. Occorre smetterla con le sovvenzioni ad hoc, a partire dai contributi comunali per il trasporto scolastico alle famiglie nomadi (176mila euro in 10 anni). I servizi devono essere pagati come accade per tutti i cittadini. Stesse regole e stessi diritti: se le famiglie nomadi non hanno le risorse necessarie devono contribuire con lavori di manutenzione per la comunità”.

“Il profilo dell’assessore alla sicurezza che abbiamo in mente deve stare in strada, conoscere il territorio ed intervenire per sanare le situazioni di illegalità, in particolare legata ai campi nomadi. Una politica del rispetto delle regole che non va affatto in contraddizione con un welfare che sostenga gli ultimi. Nel programma di Modena Ora è infatti previsto sostegno psicologico nei confronti dei senzatetto e il superamento del concetto di accattonaggio molesto, punendo le organizzazioni che sfruttano i mendicanti e offrendo una alternativa a coloro che, a causa di un disagio psicologico e materiale, vivono in strada a Modena”.