Marianna Morra del laboratorio civico Modena Ora interviene sul tema della sicurezza a bordo degli autobus

Marianna Morra del laboratorio civico Modena Ora interviene sul tema della sicurezza a bordo degli autobus dopo la denuncia del cittadino extracomunitario che ha aggredito un verificatore

«Non serve la Polizia Municipale a bordo, che è bene continui a fare il proprio prezioso lavoro di contrasto alla criminalità e con cui peraltro è già operativo un Protocollo che ha ben funzionato: necessari l’introduzione della chiamata di emergenza e il netto miglioramento dell’illuminazione nei punti, ora troppo bui, di interscambio»

“Bizzarra la proposta di avere agenti della Polizia Municipale a bordo degli autobus sottraendoli così dalle strade e dall’azione di contrasto della criminalità, considerando che già dal 2015 è operativo un Protocollo di intesa tra Seta e il Comando, in forza del quale, in situazioni come quella del cittadino extracomunitario reo di aver aggredito in stato di ubriachezza un verificatore di Seta, è prevista una procedura di emergenza ad hoc che ha ben funzionato in altri casi simili ma che va comunque rafforzata”

Così Marianna Morra, autista Seta e rappresentante del Laboratorio Civico Modena Ora in merito alla denuncia per lesioni personali, dopo due mesi di indagini condotte dai Carabinieri, del 28 enne originario della Guinea autore dell’aggressione ad un verificatore Seta.
“Come prevede il Protocollo, in caso di soggetto ubriaco a bordo, la centrale operativa comunica con la polizia municipale, che subito interviene mettendo in sicurezza non solo la persona in stato di ebrezza ma anche l’autista, oltre che tutta l’utenza presente sul bus: per prevenire situazioni di insicurezza, proporrò all’azienda provvedimenti come la chiamata di emergenza, primo strumento di aiuto in caso di aggressione”.
“C’è però tanto da lavorare per difendere il sacrosanto diritto di autisti e utenti a viaggiare in sicurezza: un’altra misura che andrebbe adottata con urgenza è quella del miglioramento del sistema di illuminazione nei punti di interscambio, che ora sono zone buie e dunque potenzialmente pericolose”.