La sicurezza di Modena non può essere nelle mani della Lega del commissario Bagnoli

NON POSSIAMO LASCIARE LA SICUREZZA DI MODENA IN MANO ALLA LEGA DEL COMMISSARIO BAGNOLI

“Noi di Modena Ora abbiamo ben chiaro che la sicurezza non può essere lasciata in mano alla Lega del commissario, mai eletto neppure dai militanti leghisti, Luca Bagnoli, da sempre referente sicurezza del Carroccio. Bagnoli, come un disco vecchio orfano per suo sfortuna dell’ex comandate Franco Chiari suo capro espiatorio preferito, si fa notare nelle zone a densità abitativa più alta e quindi statisticamente più soggette a fatti criminosi e ripete come un mantra da anni le stesse ricette dei primi anni ’90 del Governo Berlusconi: più vigili e più telecamere con relativo aumento dei costi per i cittadini”. Così Stefano Bellei di Modena Ora attacca direttamente lo storico referente sicurezza Lega.

“Il Bagnoli-pensiero non è mai cambiato, salvo oggi adeguarsi alla linea ferocemente anti-immigrati di Salvini – continua Bellei -. Voglio ricordare a Bagnoli che i blocchi navali non sono riproducibili a Modena e che in città non si candiderà Salvini a guidare orde barbariche a tutela di noi modenesi. La sterile propaganda leghista prometterà in caso di vittoria un potenziamento tanto clamoroso quanto fantomatico degli organici di polizia, una promessa che certamente si scontrerà con una ben diversa realtà. Noi non vogliamo uno stato di polizia dove tutto si delega ai controllori, noi di Modena Ora desideriamo legare le politiche della sicurezza alla vitalità del territorio e su questo lavoreremo investendo risorse e impegno. Pensiamo che ambienti urbani non degradati diano fiducia e accentuino un legame con il territorio, spazi che il cittadino è pronto a difendere attraverso controlli e segnalazioni riprendendosi il territorio – chiude Bellei -. Certamente le forze dell’ordine sono fondamentali, ma andrebbero razionalizzate. E’ dispendioso ed inefficiente avere 4 forze di polizia sul territorio con quattro comandanti diversi: uno spreco di denaro uomini e mezzi che porta inefficienza operativa. E’ su questo che il Bagnoli-pensiero si dovrebbe concentrare facendo pressione sull’attuale ministro dell’interno Matteo Salvini invece di usarlo come una bandierina utile a raccattar voti. Solo con una razionalizzazione complessiva si può ottenere la tanto sperata sinergia tra forze dell’ordine e polizie locali. Poi se la vogliamo raccontare ai cittadini continuiamo a chiedere qualche uomo in più, o una telecamera ad hoc, utile per la solita propaganda. Ma i problemi resteranno“.