Trasparenza e concorrenza

Troppo spesso a Modena le porte girevoli della politica hanno permesso ad ex dipendenti fortemente orientati politicamente, ad ex assessori e consiglieri comunali di assumere incarichi in Fondazioni, società partecipate e controllate dal Comune. Con il risultato che si sono sacrificati i criteri della trasparenza e della meritocrazia sull’altare della fedeltà e ubbidienza alla linea politica. Questa deleteria modalità di selezione dei profili chiamati a svolgere incarichi spesso delicati deve cessare e va adottato un regolamento ad hoc, approvato dal Consiglio Comunale, che non permetta per un arco temporale minimo di 5 anni ad ex dipendenti, assessori e consiglieri comunali l’accesso a cariche in enti comunali e società partecipate o controllate direttamente o indirettamente dal Comune.

A Modena va alzato il livello di trasparenza nella gestione dei bandi di affidamento di lavori mettendo in condizione il Consiglio Comunale, ed in particolare i consiglieri di opposizione, di esercitare pienamente la propria funzione di vigilanza e controllo sull’attività dell’Amministrazione Comunale. In tale ottica Modena Ora ritiene che il lavoro delle commissioni tecniche che decidono sull’assegnazione di bandi del valore superiore a 100mila euro debba essere aperto alla partecipazione di un rappresentante indicato dalle opposizioni.

I 39 milioni di euro all’anno previsti nel Piano economico finanziario del Comune di Modena per la gestione dei rifiuti come corrispettivo ad Hera, società partecipata dal Comune di Modena, rappresenta l’emblema dell’intreccio economico-politico che da troppi anni impedisce che trasparenza e concorrenza conducano al risultato di poter aprire le porte ad un player alternativo ad Hera, capace di erogare servizi più efficienti a costi più contenuti, di tenere strade, marciapiedi, parchi, spazi pubblici in condizioni di maggiore pulizia e di garantire una gestione dei rifiuti più improntata a regole di sostenibilità. Nell’interesse prioritario della cittadinanza e del mondo delle imprese, prima ancora che di quello a vedere garantito il libero e trasparente esercizio delle regole di concorrenza, è indispensabile mettere finalmente a bando, attraverso la tanto attesa gara, la scelta dell’impresa o del pool di imprese a cui affidare la gestione dei rifiuti. Ciò, con il fine prioritario di aumentare il livello qualitativo dei servizi di raccolta, smaltimento dei rifiuti e di pulizia della città, conseguendo possibilmente un abbassamento dei relativi costi, peraltro letteralmente esplosi per alcune categorie di imprese.