Ex referente cultura Lega passa a Modena Ora: ‘In Lega manca democrazia interna’

Alcune settimane La Pressa ha dato notizia del passo indietro di Massimo Carpegna, fino ad allora referente cultura per la Lega e candidato al Consiglio comunale, che oggi ritroviamo tra le fila della lista civica Modena Ora di Cinzia Franchini. Ieri sera alla cena di autofinanziamento ai Torrazzi tra i circa sessanta presenti c’era anche lui (nella foto con Stefano Bellei). 

Circa un mese fa lei ha lasciato il Carroccio. Disse che il passo indietro era dettato da motivi personali. Non era così?
‘Non la Lega, ma la lista dei candidati per le prossime amministrative: due miei famigliari hanno scoperto d’avere una malattia progressiva e invalidante. È stato un duro colpo per tutti e non mi riconoscevo energie e serenità per impegnarmi in una campagna elettorale’.

Sì, ma oggi ha scelto di riproporsi e di correre con la lista civica “Modena Ora”. Perchè non la Lega?
‘Per prima cosa, la situazione famigliare si è stabilizzata dal punto di vista psicologico e ho deciso di rimettermi in gioco. In seconda battuta, quando in una riunione della Lega ho comunicato la mia decisione, ho sottolineato il fatto che lamentavo anche un debito di democrazia interna, di consultazione preventiva della base sulle iniziative e sulle scelte. Nel mio caso, poi, quando ho comunicato il desiderio di rientrare, mi è stato risposto che la lista era già stata chiusa e se non condividevo il “modus operandi” della direzione e del candidato sindaco, dovevo scegliere se rimanere o restare fuori, perché il momento era delicato. A malincuore, ho scelto la seconda’.

Contesta anche Stefano Prampolini?
‘Stefano Prampolini è onesto e con idee chiare su cosa vuol fare. Forse difetto d’esperienza politica, ma a mio parere il candidato di una coalizione dovrebbe essere il portavoce di soluzioni condivise con tutti coloro che lo appoggiano, di un programma solo ed esclusivamente costituito dai punti in comune senza altre invenzioni. Un bel giorno, leggo della proposta di cambiare nome a Piazza Roma e di trasformarla in Piazza degli Estensi, cosa di cui non si è mai parlato e neppure accennato in nessuna riunione. È un’idea di Stefano Prampolini, elaborata dal suo staff che agisce in perfetta autonomia, mi scrisse Luca Bagnoli per rispondere alle mie perplessità. Non ho nulla da obiettare sul valorizzare i monumenti di Modena e la propria storia, soprattutto a fine turistico. Sono vice presidente del Club Unesco Modena e m’impegno su questo versante da tempo. Ma la piazza davanti al Palazzo Ducale fu chiamata “Roma” nel 1911 per celebrare i cinquant’anni dall’Unità d’Italia. In tutte le città della Penisola ci sono vie o piazze dedicate alla capitale, a Vittorio Emanuele II, a Cavour e a Garibaldi per ricordare il nostro Risorgimento ed un’unione ritrovata. Tra l’altro, questa proposta che non interessa a nessuno, non risolve nulla e offre il fianco a facili ironie, dovrebbe essere contestata da qualsiasi vero “salviniano”. Matteo Salvini ha moltiplicato i voti della Lega dandole un respiro nazionale, puntando sull’unità e l’orgoglio d’essere italiani. E a Modena cosa facciamo? Cambiamo il nome alla piazza che celebra questa unità, questo orgoglio. Sono curioso, poi, di scoprire come andrà a finire la questione assessorati, nel caso che la coalizione di centrodestra vinca: Prampolini ha detto che non garantisce nulla a nessuno e sceglierà in solitudine gli assessori tra le eccellenze della città, anche se fuori dalla politica e dai partiti che lo hanno sostenuto’.

Va bene, dunque nella Lega ha trovato limiti che l’hanno portata a un passo indietro. Perchè scegliere Cinzia Franchini e la sua lista civica?
‘Conosco Cinzia da tempo e l’apprezzo. È una donna ed un’imprenditrice che vuole sinceramente dare un contributo di idee, di soluzioni pratiche, promuovendo a Modena una rivoluzione di pensiero e culturale: basta con un sistema che ti obbliga ad abbracciare la sinistra e tutte le sue varie espressioni sul territorio o sei fuori dai giochi. Se Modena vuole tornare ad essere una forza trascinante e innovativa, deve uscire da questa bolla temporale e liberare energie, offrire occasioni a coloro che meritano di riceverle per il loro valore. Abbiamo bisogno di spalancare le porte al futuro, all’innovazione e ciò può avvenire solo attraverso la capacità gestionale, produttiva e creativa di persone altamente qualificate, anche se non hanno la tessera del Pd o ad esso non sono allineate’.

A questo proposito, il suo programma sarà lo stesso che offrì alla Lega?
‘Le mie idee hanno trovato un’attenzione molto prudente nella Lega, alla quale interessano maggiormente altri temi di sicura presa sulla cittadinanza. Stefano Prampolini ha poi annunciato che il suo staff sta elaborando un programma culturale che, partendo da Piazza degli Estensi, ruoterà intorno alla valorizzazione del prestigioso passato di Modena. Il mio è invece completamente dedicato al futuro e alle risorse di oggi. Specialmente i giovani ai quali ho dedicato gran parte della mia vita professionale’.

La sua idea cardine, avanzata durante il suo percorso nella Lega, di creare a Modena una orchestra stabile ha ricevuto molte critiche. Sarebbe insostenibile economicamente. Non è così?
‘Intanto, non ho mai parlato di orchestra stabile, nel senso di orchestrali assunti a tempo indeterminato e stipendiati. La costituzione di un’orchestra del territorio è un progetto serio e fattibile nel medio termine. Occorre prima di tutto offrire un pacchetto d’iniziative coordinato. I musicisti saranno scelti attraverso audizioni molto severe e i vincitori avranno un contratto personale, calcolato sugli impegni previsti. Un’eventuale stabilizzazione sarà valutata in futuro, se sussisteranno le condizioni, ma intanto facciamo il primo passo e questo primo passo sarà garantire ai musicisti almeno un evento musicale al mese, ma è prevedibile un numero ben maggiore, frutto di una pianificazione precisa e di una stretta collaborazione con i Comuni limitrofi. Per l’attuale Stagione Concertistica, il Teatro Comunale ha chiamato 3 orchestre dalla Germania, una dalla Francia e tre dall’Italia: la regionale “Arturo Toscanini”, “I Virtuosi Italiani” da Venezia e “La Filarmonica della Scala” da Milano. Per la Stagione Lirica, e per le due opere che produce, il “Pavarotti” s’è avvalso della “Bruno Bartoletti”, con sede a Milano, e della “Toscanini”. Modena investe un fiume di denaro per accogliere queste orchestre alle quali paga anche viaggio e, in alcuni casi, il soggiorno. Il costo di un’orchestra cittadina è certamente impegnativo, ma lavorare in quella direzione è possibile per arrivare nel medio termine all’obiettivo. Dobbiamo fare “rete”, affinché non sia solo di Modena, ma del territorio. Questo spalmerebbe anche i costi. Dove sarà possibile, si replicheranno le manifestazioni musicali a Carpi, Sassuolo, Formigine e Nonantola in collaborazione con gli assessorati alla Cultura di questi Comuni. Un esempio potrebbe essere il festival estivo “Carlo Rustichelli” dedicato alle colonne sonore, altro punto del mio programma’.

E al di là del sogno di un’orchestra stabile, cosa immagine per le politiche culturali modenesi?
‘Penso alla valorizzazione del ruolo di Liliana Cavani e ad un premio “Modena per il cinema” da assegnare al miglior film italiano della stagione. Mi piacerebbe, poi, che riprendesse il “Pavarotti&Friends” con una nuova veste, ma sempre nel segno di Big Luciano e del suo impegno verso i giovani artisti. Immagino una serata dedicata ai cantanti, vincitori dei più importanti premi nazionali e internazionali della Stagione, che si esibiranno a Modena, accompagnati dalla nostra orchestra, per conquistare il “Luciano Pavarotti International Award”. In Città abbiamo associazioni no profit di primissimo ordine che si occupano di cultura e vorrei un loro coordinamento per offrire una proposta culturale forte. Faccio un esempio: quest’anno si celebrano i 500 anni dalla morte di Leonardo da Vinci: le varie associazioni, in un unico cartellone con il patrocinio del Comune e secondo le loro specificità, avrebbero potuto ricordarne le opere artistiche, ma anche militari, urbanistiche, musicali. Rievocare il suo tempo nella letteratura, nella poesia e nella storia. Non dimentico poi le eccellenze musicali della Città, come la storica corale Rossini e la Gazzotti: devono essere sostenute con un finanziamento annuale, calcolato sulla base delle possibilità di bilancio, e aiutate a crescere: ben poche città possono vantare simili complessi. È tempo che Modena torni a pensare in grande e richiami turisti da tutt’Italia e dall’estero’.
Leo