Dispositivi salva motociclisti

DISPOSITIVI SALVA MOTOCICLISTI, DAL GOVERNO NESSUNA SVOLTA: MODENA SIA CAPOFILA NEL PRETENDERNE L’INSTALLAZIONE CONTRO I GUARDRAIL KILLER

L’attenzione alla sicurezza stradale deve passare necessariamente per la salvaguardia degli utenti più deboli e, oltre ai pedoni e ai ciclisti, occorre rivolgere l’attenzione anche ai motociclisti. A Modena abbiamo accolto con piacere la notizia dei maggior controlli previsti dalla polizia municipale sugli attraversamenti pedonali, adesso occorre investire con strumenti ad hoc per la tutela di chi viaggia in moto: in particolare intervenendo sui tristemente famosi guardrail killer”. Così Stefano Bellei di Modena Ora. “Oggi, in attesa venga, come promesso dal ministro Toninelli, sbloccata la legge di attuazione della normativa europea, non esiste una norma che obbliga i gestori delle strade a installare dei sistemi di protezione ai guardrail killer. Eppure parliamo di barriere che, secondo dati ufficiali, incrementano fino all’11% la possibilità di un incidente mortale, senza considerare le lesioni gravissime spesso subite. I problemi di omologazione, in assenza di direttive ministeriali, fanno sì che in Italia le sperimentazioni d dispositivi DSM (salva motociclisti) siano pochissime, parliamo di 100 km in tutto su strade Anas“.
Noi di Modena Ora abbiamo l’ambizione di portare maggior sicurezza sulle strade modenesi e adotteremo tutte le misure necessarie perché ci sia un miglioramento della sicurezza stradale per gli utenti a due ruote – chiude Bellei -. L’amministrazione modenese deve esser capofila per lavorare alla installazione dei dispositivi salva motociclisti, in attesa che il Governo si decida a mantenere le promesse fatte in questo campo“.